Uaragniaun

“Perché sono marxista”, un crowdfunding per un pezzo di storia

Eccoci finalmente con la campagna di raccolta fondi per il nostro nuovo lavoro, “Perché sono marxista”, un Libro/CD che raccoglie preziose testimonianze (ne parliamo dettagliatamente qui). Ora chiediamo ad amici e sostenitori di partecipare tutti per completare la produzione.

Abbiamo previsto ricompense per tutti, per esempio per chi vorrà ascoltare tutte le tracce in anteprima (per il download digitale dei file bastano 10 €), per chi desidera la propria copia autografata (bastano 20 €), per chi vuole arricchire la propria collezione con uno dei nostri lavori in catalogo (nuovo CD + uno in catalogo per solo 30 € spediti) e per chi vuole cogliere l’occasione per avere tutto il materiale del nostro catalogo con i box sempre più ricchi, fino alla possibilità di averci ospiti per presentare in un set acustico a domicilio il nuovo disco!

Date un’occhiata alla lista disponibile su Musicraiser e partecipate, è semplice e veloce. Grazie!

Partita la campagna di crowdfunding “Perchè sono marxista”

Potete sostenere il nostro nuovo progetto discografico sulla pagina che MusicRaiser ha riservato per la nostra campagna di crowdfunding “Perchè sono marxista”. Non perdete l’opportunità di farvi produttori di questa iniziativa discografica (un libro con CD allegato) e poter ricevere comodamente a casa le ghiotte ricompense che abbiamo riservato ai nostri raisers…

Uaragniaun al Festival del Cinema di Salisburgo

 

Il 9 novembre scorso è stato presentato al Festival del Cinema di Salisburgo “Storie di Tarantelle in Puglia”, un film di Sina Moser. Basato sui laboratori di Tarantella a Vienna e Berlino, il nuovo film documentario di Sina Moser – che vive a Salisburgo – mostra la Puglia attraverso le varie varianti della Pizzica, chiamata in Austria Tarantella Dance. Il Festival “La Notte della Taranta” ha reso famosa nel mondo la Pizzica e ha lanciato la Neo Pizzica. A sud, nel Salento, si celebra la Rochus Night con la Pizzica-Scherma e i leggendari Tamburellisti di Torrepaduli. Il gruppo Uaragniaun coltiva la tradizione della Murgia Barese e sul Gargano i Cantori di Carpino interpretano i loro sonetti. Nel docufilm ritroviamo inoltre filmati e foto storiche degli anni ’60, che mostrano le donne che sono state morse dalla tarantola durante il lavoro nei campi e le relative guarigioni con la terapia della musica o del ballo.

STORIE DI TARANTELLA DALLA PUGLIA
Austria 2017; Regista: Sina Moser; Riprese: Sina Moser; 80 min., in italiano con sottotitoli in tedesco. 
Idea, riprese, editing: Sina Moser. 
Assistente regista: Sandra Cvitkovac. 
Sottotitoli: Joyce Rohrmoser. 
Consulenze: Annarita Poliseno. 
Elaborazione del suono: BOA Ralph Bienzeisler

“Sipario”, primo DVD ufficiale degli Uaragniaun, a giorni disponibile dal nostro sito

Finalmente è in dirittura d’arrivo il nuovo progetto editoriale targato Uaragniaun: “Sipario”, il primo DVD ufficiale del gruppo. Per la regia di Michele Vicenti. Versione integrale del concerto del marzo 2016 al Teatro Mercadante di Altamura, in occasione della presentazione ufficiale dell’album “Primitivo”, con il gruppo in formazione orchestra con: Maria Moramarco (voce e chitarra), Luigi Bolognese (chitarra), Silvio Teot (drum set e tammorre), Filippo Giordano (violino, viola e violino di Stroh) , Nanni Teot (tromba e flicorno), Pino Colonna (flauti dritti, ciaramella, sax, ocarina, chalumeau), Carlo La Manna (contrabbasso), Michele Bolognese (mandolino e tammorra) e Nico Berardi (charango, quena, ciaramella, zampogna). Ospiti speciali: Daniele Di Bonaventura (bandoneon) e Vincenzo Zitello (arpe). Operatori video: Piero Crivelli, Raffaele Iacovone, Michele Vicenti. Aiuto operatori video: Luciano Bolognese, Giacomo Rifino. Tecnico audio Leonardo Riselli. Monitor engineer, recording engineer: Leo Zagariello. Missaggio e mastering: Giuseppe Loglisci e Leo Zagariello. Il progetto grafico è di Antonio Cornacchia. Il DVD è in fase di stampa e sarà disponibile a giorni… Contenuti speciali con le interviste ai musicisti a cura di Michele Lospalluto. ℗ Edizioni Suoni della Murgia. © Uaragniaun 2017.

Cosa ci ha spinti a proporre un video ufficiale di un nostro concerto proprio quando i DVD non hanno ormai alcun mercato? Ecco di seguito quanto scrive in proposito Silvio Teot nelle pagine contenute nel DVD…

RITORNO AL FUTURO

di SILVIO TEOT

Il 18 ottobre del 1983 è stata una data importante per la band Uaragniaun. Per la prima volta ci era stato concesso il lusso di suonare nel Teatro Mercadante, il teatro della nostra città, ad Altamura, Puglia, Italia. Per tutti noi era come toccare il cielo con un dito. Portare le canzoni popolari, i canti dei “cafoni”, nel luogo cittadino più “aristocratico” della musica, non era solo una piccola trasgressione. Significava sdoganare un repertorio relegato esclusivamente alle feste di piazza, alle “liturgie” dei claustri, alle aie delle masserie, alle processioni popolari o sulle labbra delle prefiche alle veglie funebri. Insomma a tutte quelle situazioni che scandivano la vita e la morte del “popolo di formiche” del sud dell’Italia. In quel periodo eravamo animati da una passione acerba ma forte, quasi furente che, tuttavia, era alimentata costantemente da convinzioni ideologiche. La nostra era una missione e noi ci sentivamo missionari laici. Eravamo infatti disposti, ad ogni costo, a diffondere la cultura di quelle che – una volta – venivano definite le “classi subalterne”. Volevamo che dietro quel magnifico sipario – opera del pittore Nicola Montagano – si mostrassero attraverso noi i cantori senza pentagramma, i musicanti senza gloria: i “lazzari felici” che un cantautore della sensibilità di Pino Daniele volle descrivere in una sua canzone straordinaria. Ci ritrovammo allora in quel tempio della lirica intitolato a Saverio Mercadante, il musicista altamurano più illustre che la città ricordi. Era stato costruito in soli sei mesi nel 1895 dopo una pubblica sottoscrizione popolare, divenendo subito l’orgoglio di una città che, per molti anni a seguire, avrebbe dovuto rivendicare la paternità di quell’artista ritenuto un napoletano per il resto del mondo. Persino in S.I.A.E., fino a pochi anni fa, risultava partenopeo a tutti gli effetti. Per molto tempo in quel Teatro si erano esibiti grandissimi artisti del mondo della lirica. Poi era divenuto un cinema e infine, negli anni della crisi della “settima arte”, un luogo per feste goliardiche, veglioni e anche spogliarelli hard core.
Quando presentammo il nostro concerto il Teatro era ormai nella sua fase di profonda agonia. Al decadimento dell’offerta culturale si era aggiunto quello strutturale. Insomma era quasi a pezzi e, qualche anno dopo, chiuse definitivamente il sipario in attesa che qualcuno provvedesse al suo restauro. La sera del 18 ottobre del 1983 presentammo il repertorio che avremmo poi inciso sul nostro primo album nel 1990. Con Maria Moramarco e Luigi Bolognese avevo ormai intrapreso un cammino che nessuno di noi tre avrebbe immaginato così lungo, duraturo e ricco di gratificazioni. Per quel concerto si erano aggiunti tre musicisti che non avrebbero poi mai partecipato alle nostre produzioni discografiche. Perché hanno coltivato altri interessi musicali. In fondo era stato forse anche il caso a farci incontrare. Rispetto a noi, che da sempre ci definiamo analfabeti del pentagramma, musicanti autodidatti, i tre nostri amici avevano invece studiato musica molto seriamente. Erano Nicola Fiorino, talentuoso violoncellista, Lidia Dottore, pianista e compositrice, e Gaby Riffel, una giovane svizzera molto affascinata dalle canzoni popolari della Murgia e innamorata del clarinetto. Fu probabilmente la presenza dei nostri tre amici, cresciuti con la musica colta, a toglierci di dosso ogni timore, a cancellare qualunque inibizione nel calcare quel palco così importante. Infatti l’idea di esibirci “al Mercadante” un po’ ci faceva tremare i polsi. E per farci coraggio aggiungemmo all’ensemble altri musicisti virtuali: più semplicemente due spaventapasseri, quasi ad esorcizzare le nostre paure. Credo che tenemmo uno spettacolo dignitoso di cui però non conserviamo alcuna registrazione ma solo qualche foto sbiadita.
Nel 1990 incidemmo il nostro primo album e lo facemmo utilizzando l’antico ma sempre-verde supporto: il 33giri in vinile che, proprio in questa fase storica, è tornato in auge e sta provando a salvare il mercato della musica, messo all’angolo dai CD digitali e dal download selvaggio. Avremmo voluto presentarlo ovviamente in Teatro ma, nello stesso anno, il “Mercadante” aveva chiuso i battenti in attesa di un robusto restauro. L’edificio restò abbandonato a se stesso per un lungo letargo. Ce ne facemmo una ragione e, nel corso degli anni, abbiamo sempre presentato in anteprima i nostri dischi in altre location, altrettanto affascinanti. Di sicuro però quel palcoscenico ci aveva stregato e quell’edificio, in tutti questi anni, è stato un tempio sacro che in silenzio invecchiava e noi con lui. È restato muto, terribilmente triste come se avesse un’anima, come una casa animata, stregata, e uscita da un romanzo di Stephen King. Tutte le volte che ci siamo passati accanto non abbiamo potuto fare a meno di guardarlo per lunghi minuti. E, spesso, abbiamo avuto anche l’impressione di sentirne il lamento: echi lontani di parole in prosa, un acuto di soprano, ariette allegre sostenute dal suono di una sezione di ottoni, risate e applausi da avanspettacolo, marce nuziali… O forse era soltanto il vento che soffiava un po’ più forte sulle contrade della Murgia.
Sono passati trentatré anni da quel 18 ottobre. Doveva succedere ed è successo: ci siamo ritrovati in concerto “al Mercadante”. Il 30 marzo del 2016 siamo “tornati sul luogo del delitto”, in un Teatro restaurato e divenuto più bello di prima. Vi abbiamo presentato “Primitivo”, il nostro decimo lavoro discografico. Siamo tornati su quel palcoscenico con il peso dell’esperienza, senza timori reverenziali ma con il rispetto e l’affetto che si riservano alle persone in carne ed ossa, a quelle che ti hanno segnato la vita. Lui ci ha accolto con medesimo afflato e quella sera abbiamo suonato per il pubblico ma anche per lui, “il Mercadante”, nella nostra città, Altamura, Puglia, Italia.
Così è nato il nostro primo DVD ufficiale. Una produzione che ci permette di condividere con chi ci segue il nostro rendez-vous con il mitico Teatro intitolato all’autore de “La Vestale”.
Questa volta eravamo in undici e con noi “reduci” c’erano le nuove leve e alcuni ospiti eccezionali. Ci siamo emozionati come non ci capitava da tempo e credo che anche per Maria e Luigi sia stato un momento assai particolare. Di quelli che, come minimo, richiedono un brindisi e, non a caso, nei calici c’era del Primitivo.
E ora tirate su quel dannato sipario!

In vino veritas: concerto il 15/10/2017

Il 15/10/2017 siamo in concerto per la Giornata FAI (Fondo Ambiente Italiano). FAI D’AUTUNNO ha come tema: “La Cantina Frrud: tra passato e presente”. Una manifestazione che ha inizio già in mattinata dalle ore 10,00, con visite guidate, degustazone di prodotti tipici locali e vini dell’Azienda agricola  poderi delle Mura. Il tutto curato da Arboristeria Congrega del Gusto e Forno Di Gesù di Altamura. La location è ad Altamura nella sede dell’antica cantina Frrud. La serata si chiude con il nostro concerto. Per l’occasione Uaragniaun si presenterà in quintetto con Maria Moramarco, Luigi Bolognese, Silvio Teot, Pino Colonna e Nanni Teot. Ospite speciale il chitarrista Adolfo La Volpe. Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

In concerto per la rassegna “Di voce in voce” giunta alla nona edizione, sabato 07/10/2017

Sabato 7 ottobre 2017 siamo in concerto a Bitonto per la rassegna “Di voce in voce” giunta alla nona edizione. Per noi è un bel ritorno nel piccolo ma grazioso Teatro Traetta (Largo Teatro, 17). Sipario alle ore 20,30. L’ngresso è gratuito ma serve prenotarsi per non rischiare di non trovare posto. Basta farlo telefonando al numero 080 3742636. La serata prevede due spettacoli. Infatti precede la nostra esibizione lo spettacolo “Flumine” con Giuseppe De Trizio e Adolfo La Volpe. Noi presenteremo lo spettacolo “Paraule” e sul palco saremo in quartetto con gli historici Maria Moramarco, Luigi Bolognese, Silvio Teot e il giovane Nanni Teot alla tromba e al flicorno. La rassegna è curata dai Radicanto.

Il 23 settembre concerto ad Altamura

Il prossimo 23 settembre 2017 siamo impegnati in un concerto organizzato dalla CGIL Pensionati ad Altamura, presso il Monastero del Soccorso.

Per l’occasione Uaragniaun proporrà uno spettacolo con i classici del nostro repertorio a partire da brani apparsi nel primo album “Canzoni dell’Alta Murgia” fino all’ultimo lavoro “Primitivo”, reinterpretati per essere presentati in formazione quartetto con:

Maria Moramarco, voce e chitarra

Luigi Bolognese, chitarre e mandoloncello

Silvio Teot, drum set, tammorre

Nanni Teot, tromba e flicorno.

 

Mini Tour nel Trentino e poi ancora concerti a…

Per il Girofolk Trentino ecco le prossime date dei nostri concerti in formazione family:

28 luglio: Castel Tesino, Teatro San Giorgio.
29 luglio: San Martino di Castrozza – Sala Congressi.
30 luglio: Sagron Mis – Biolago.

Per questo tour trentino ci esibiamo in cinque: Maria Moramarco (voce), Luigi Bolognese (chitarre, mandoloncello), Silvio Teot (tammorre, cajon, darbouka), Nanni Teot (tromba e flicorno), Michele Bolognese (tammorre e mandolino).

Il 2 agosto, con la stessa formazione siamo invece a Sirtori (vicino Monza) – Villa Besana per la rassegna “Suoni Mobili 2017”.

Il 5 agosto si torna in Puglia e si aggiunge al quintetto il violinista Filippo Giordano. Ci esibiamo nei pressi di Corato dove Posta Mangieri presenta
Une Monde la Lune – Episodio 3 – Suoni, Sapori, Profumi con Uaragniaun in concerto: Così la loro presentazione sul depliant: “I Uaragnianun hanno dedicato alla Murgia tutta la loro carriera musicale. Una storia fatta di ricerca, passione, emozioni per raccontare un territorio, quello murgiano, fatto di racconti ancestrali, pietrosi, terreni, pieni zeppi di donne, uomini, bestie ed eroi della civiltà contadina pugliese. Giunti al decimo disco e dopo aver portato in lungo e in largo il verbo dell’Alta Murgia Barese, i Uaragniaun ci deliziano con una tappa del tour anche a Posta Mangieri, nella casa e nel posto in cui le storie delle loro canzoni hanno avuto luogo: lo splendido altopiano delle Murge. Ad aprire la serata cena degustazione curata dagli chef di Posta Mangieri- Info e prenotazioni al numero 0802149988 o sl +39 3343670214″.

 

Siamo a Galatina, per la rassegna “Suoni di Puglia”, sabato 17/06/2017

Sabato 17 giugno 2017, siamo in concerto a Galatina in piazza San Pietro alle ore 21,00 per “Suoni Di Puglia”, rassegna inserita nel più vasto programma di GalatinArte. La rassegna – organizzata dal Comune di Galatina e sostenuta dalla Regione Puglia, dal Teatro Pubblico Pugliese e da Puglia Sounds – proporrà una serie di concerti – con la direzione artistica del musicista, compositore e cantante Claudio Prima – che culminerà nella settimana del tarantismo a fine giugno, in occasione dei festeggiamenti dei Santi Patroni Pietro e Paolo. Per la circostanza Uaragniaun si esibirà in quintetto con Maria Moramarco (voce), Luigi Bolognese (plettri), Silvio Teot (percussioni), Nanni Teot (tromba e flicorno), Pino Colonna (flauti dritti, ciaramella, sax, chalumeau).

Da Federico II di Svevia ai Giacobini del 1799…

Il 28 aprile 2017 Papilla/Birbacco apre la Locanda del Viandante per il Federicus 2017 nel giardino del Monastero del Soccorso di Altamura e presenta alle 21,30 il concerto degli Uaragniaun. Ci esibiremo nella più classica e historica delle formazioni con: Maria Moramarco – canto e chitarra; Luigi Bolognese – chitarra e mandoloncello; Silvio Teot – tammorre, darbouka, flauti; Pino Colonna – flauti dritti, ciaramella, chalumeau. Lo spettacolo è gratuito ma non significa che “se non costa una mazza non varrà granchè…”. Dopo questo omaggio all’imperatore svevo tocca ricordare il 1799 italiano. Sabato 20 maggio 2017, al Teatro Mercadante di Altamura spettacolo di musica e teatro, suddiviso in due tempi: nella prima parte il concerto del gruppo Uaragniaun “Giacobini & Sanfedisti”, nella seconda invece la tragi-commedia “Fame di libertà” ad opera della compagnia La banda degli onesti.

Primo tempo

Uaragniaun

Giacobini & Sanfedisti

La musica e la Rivoluzione tra melodramma e tammurriata

con: Maria Moramarco, Luigi Bolognese, Silvio Teot, Nanni Teot.

fonico Leo Zagariello – datore luci Roberto Centoducati

Abbiamo provato a concentrare la nostra riflessione su quelle espressioni musicali, colte e non, che hanno avuto maggiore attinenza con i drammatici avvenimenti che nel 1799 hanno visto protagonisti i sostenitori della Repubblica contrapposti ai realisti. Di alcuni componimenti dell’epoca si conosce la musica e il testo. Ma tanta altra musica è andata perduta. Questo concerto raccoglie suoni e arie, sia giacobine che sanfediste, e gli “omaggi” di musicisti contemporanei che si sono ispirati a quegli avvenimenti attraverso arrangiamenti di canti storici o composizioni inedite. Questo lavoro ha l’obiettivo di “fissare” la colonna sonora degli avvenimenti accaduti nel Regno di Napoli e in particolare ad Altamura nel 1799.

 

Secondo tempo

La banda degli onesti, in collaborazione con Teatro Mercadante srl

Fame di libertà

Tragi-commedia ambientata nella Repubblica Partenopea del 1799  – Testo e regia: Silvano Picerno

  • Spettacolo finalista del Festival Internazionale a Saint Leger du Bourg Denis in Francia
    con: Silvano Picerno, Rosanna Tafuno, Mimmo Frizzale, Michele Santomassimo.

direttore di scena Mariella Labianca – suggeritore Mariolina Popolizio

Questa pièce teatrale è ambientata nei due momenti salienti della rivoluzione partenopea: l’inizio e la fine. Il primo quadro si svolge nel giorno in cui venne piantato l’albero della libertà, che suscitò speranze e sogni di libertà ai rivoltosi. Il secondo quadro si svolge a maggio, quando le truppe borboniche, agli ordini del Cardinale Ruffo, stanno per irrompere ad Altamura, dopo una eroica resistenza. Protagonista una famiglia popolana che vive la Repubblica in modi diversi: il padre la ritiene inutile e dannosa; il figlio lotta con tutte le sue forze per la libertà; la madre appoggia il figlio finchè non appare la morte inesorabile. Riusciranno a salvarsi prima dell’ingresso in città dei calabresi? Il testo è in vernacolo altamurano e ha il sapore agro-dolce delle tragi-commedie.

 

PREZZI BIGLIETTI:

Poltronissime € 10,00 / Poltrone € 9,00 / Palchi centrali € 8,00 / Palchi laterali (posti 1-2) / Loggione (File B-E) € 6,00 / Palchi laterali (posti 3-4) / Loggione (Fila A) € 4,00 / (+ 1,00 €  Diritto di Prevendita)

SCONTO CONVENZIONE (Associazioni, Cral e Enti): – € 2,00 a persona

 

L’incasso sarà devoluto interamente in favore di APLETI (Associazione Pugliese Lotta Emopatie e Tumori Infanzia)

Le musiche di Uaragniaun anche nel docufilm Storie di Pietra

StorieDiPietraDocufilm

Il film di Michele Vicenti “Storie di Pietra” racconta il legame di vari artisti murgiani con la pietra, il tempo legato ad essa e il modo in cui la interpretano. Il docufilm è stato presentato in prima assoluta ad Altamura il 31 gennaio 2017. Prodotto da collettivo indipendente “Sparagna e Comparisci”.
Dieci storie, un tempo vasto e un elemento: la pietra. L’alta Murgia è un territorio strano, è stato definito “la meno italiana delle regioni italiane” per il suo lato apparentemente desertico. Facendo una passeggiata sulla Murgia d’estate, ci ritroviamo catapultati in un western di Leone, nella terra di nessuno. In molti lo esplorano per scoprire il senso di libertà che si prova guardandolo dall’alto delle sue colline, il piacere dello scorrere del tempo come in un’epoca remota e primordiale in cui tutto è ancora incontaminato o quasi. Un paesaggio aspro, non accogliente e silenzioso, spigoloso, difficile da raccontare, che non parla o parla attraverso il silenzio, i suoi rumori. Per questo a parlare sarà la passione che anima i protagonisti e che costituisce un modo di vivere quel rapporto profondo con la pietra che è parte della nostra storia.
Un viaggio attraverso la pietra e il tempo. Diverse le voci, quelle di artisti del territorio, di appassionati della Murgia e di persone comuni : Donato Laborante, Vito Maiullari, Paolo Lorusso, Uaragniaun, Michele Difonzo, Giovanni Ragone, Tonio Creanza, Domenico Ventura, Franco Fionda, Vincenzo Cornacchia. Questi i protagonisti del docufilm. Le musiche di commento son di Uaragniaun e di Tonino Dambrosio.

23/09/2016 Bitonto Teatro Traetta

Venerdì 23 settembre siamo in concerto a Bitonto (Ba), presso il Teatro Comunale Traetta per la rassegna “Di voce in voce” organizzata da Radicanto. Potrete ascoltarci alle 21,30. Per l’occasione Uaragniaun si esibirà in quintetto con Maria Moramarco (voce), Luigi Bolognese (plettri), Silvio Teot (percussioni), Nico Berardi (fiati), Nanni Teot (tromba e flicorno).

voce

Uaragniaun & friends

Un bilancio assai positivo ci arriva dai concerti estivi. Il gruppo ha avuto modo di presentare il nuovo album “Primitivo” e soprattutto di incontrare e suonare con vecchi e nuovi amici. Accanto a musicisti ormai “adottati” dalla nostra band – come Carlo La Manna e l’organettista Alessandro Pipino – abbiamo avuto modo di confrontarci e avere il piacere di interagire con grandi artisti come l’arpista Vincenzo Zitello, il maestro italiano del bandoneon Daniele Di Bonaventura, le voci di Antonio Amato e Lucilla Galeazzi, Vinicio Capossela, i mitici Otello Profazio e Vito Signorile, lo straordinario Stefano Melone.. e tanti altri amici della “rete degli affetti”… Ma ora è tempo di programmare nuovi progetti su cui vi terremo aggiornati tramite il nostro sito web e la nostra pagina FaceBook…

zitello melone img_1359 14249756_10154100655712763_330245893496806946_o 14196003_10154100656792763_896941783211414855_o14231929_10154100661842763_7274816274125591109_o 14207716_10209453751694072_3121881887388295678_o 14114890_10209453806455441_5597127375373184044_o 14125608_10209453749974029_7732429973894659884_o14138015_10209453747773974_805734425186675743_o13876342_10209218413570766_4890653937787176039_n

Il concerto al Teatro, video live in arrivo…

Stiamo preparando per voi il primo DVD ufficiale del gruppo. Il concerto integrale tenuto al Teatro Mercadantte di Altamura il 30 marzo 2016. Per l’occasione la band è in versione Orchestra con ben 11 musicisti sul palco e gli speciali ospiti Vincenzo Zitello all’arpa celtica e Daniele di Bonaventura al bandoneon… Sarà pronto e in distribuzione  in autunno… Stay tuned….

I brani dei Uaragniaun sono presenti su film, video e documentari…

La musica e le canzoni prodotte dal gruppo sono presenti in vari CD Rom, film, documentari, video clip e in numerosi video di vario tipo.

Federico Aqua MaterRoba forestiera Grano1 Circolo Zampogna Io non ho la testa Pretexo Andaluso Ma che storia... Una terra strana Una terra strana Le sacre pietre della BasilicataTribeStorieDiPietraDocufilm

Ne segnaliamo quelli che riteniamo più rappresentativi… E certamente ce ne è sfuggito qualcuno… Non sono elencati i numerosi servizi RAI o di altre TV in cui è presente la nostra musica.

La città di Federico – documentario su Altamura, a cura di Silvio Teot e Gianfranco Loiudice.

Roba forestiera – docufilm sui Sassi di Matera, di Silvia Holzinger e Peter Haas.

Aqua Mater – video-frammenti di un percorso creativo, a cura di Francesca Zanini.

Da nascene de reine a na fedde de ciallèdde – docufilm sul pane di Altamura, a cura del 5° Circolo Didattico S. rancesco d’Assisi di Altamura.

15 anni dalla parte dell’otre – docufilm sulla rassegna di Scapoli, a cura del Circolo della Zampogna.

Io non ho la testa – un film di Michele Lanubile e Ermanno Olmi.

Pretexto Andaluso – un film di Letizia Lamartire.

Ma che Storia… – un film di Gianfranco Pannone.

Alta Murgia, una terra strana – documentario sul Parco dell’Alta Murgia, a cura di Eugenio Manghi e Annalisa Losacco.

Le sacre pietre della Basilicata – docufilm di Gianfranco Pannone.

Storie di tarantella in Puglia – docufilm di Sina Moser e Annarita Poliseno.

Storie di Pietra  – docufilm di Michele Vicenti.

 

 

 

 

 

 

Beppe Greppi (Felmay) su “Primitivo”…

Ho ascoltato, un po’ a spizzichi, quel poco che mi è stato possibile trovare sul web di “Primitivo”, il vostro nuovo album. E’ una gioia ascoltarvi nel pieno della vostra maturità.BeppePhoto

Voglio esprimervi tutto il mio affetto, la mia stima ed il mio apprezzamento per questo “distillato” di saggezza musicale e poetica. La classe non è acqua. Anzi, in questo caso, è un nobile uvaggio attentamente coltivato e curato, vinificato in purezza.

Proveniente da un terroir unico e ristretto, il colore è intenso, si avvertono sentori floreali e di frutta matura, con sfumature di cuoio e tabacco al palato, lunga e avvolgente persistenza, gusto ampio, alcolicità corroborante. Alla salute !

 

Beppe Greppi
FELMAY s.r.l.

“Primitivo”: recensione Blogfoolk a cura di Ciro De Rosa

Uaragniaun sono come un amico a cui ritorni nei momenti del bisogno, quando i punti di riferimento sembrano smarriti. Ecco che ti ritrovi nel conforto della condivisione con chi ti conosce a fondo. Così è per “Primitivo”, disco in cui ci tuffiamo alla ricerca di passione e raffinatezza sposate a rigore artistico, di amore per il canto antico, di una voce che ti riempie l’anima. Insomma, in “Primitivo” ci riconciliamo con l’essenza del trio altamurano: Maria Moramarco (voce), Luigi Bolognese (chitarra e voce), Silvio Teot (percussioni). Se il precedente disco, “Malacarn”, riluceva per i tratti ‘barocchi’ della sua elaborazione sonora, con “Primitivo” gli Uaragniaun si volgono a un suono che è sostanza, ma che possiede una scrittura meno ridondante e più diretta. Ascoltiamo Maria Moramarco: «La scelta del titolo “Primitivo” non è casuale, risponde a un’esigenza di essenzialità degli arrangiamenti, per cercare di rimanere più vicini alle linee melodiche del canto di tradizione. Con questo lavoro, in effetti, ci siamo posti l’obiettivo di essere più semplici nella struttura dei suoni, cercando di evitare sovrapposizioni, e di porre al centro della nostra attenzione il racconto cantato». Ebbene, si tratta del decimo album dei pugliesi, dal titolo polisemico, perché oltre ad essere un richiamo all’immediatezza che sprigionava dal loro lavoro d’esordio, “Uailì”, pubblicato venti anni fa, è anche un tributo alle fonti dei canti, quelli che nelle note di presentazione sono definiti i ‘vitigni antichi’ (le voci dei testimoni della tradizione si possono ascoltare in frammenti che fanno da incipit in alcuni brani). Ancora Maria: «Il materiale di cui disponevamo ci ha offerto l’opportunità di lavorare in questa direzione.

DSCF1186-Modifica

I vitigni musicali consistono in canti da me raccolti tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso nella zona di Altamura, canti che, per una serie di motivi avevamo accantonato e rimandato. I nostri ‘vitigni’ musicali più autentici sono le fonti: abbiamo voluto usare qualche stralcio di registrazione di voci per dare significato a questo passaggio. In verità, personalmente, avrei voluto farne più largo uso, ma probabilmente si rischiava di eccedere, di risultare troppo didascalici, quindi abbiamo optato per una scelta di ‘equilibrio’». Uaragniaun si è sempre configurato come un laboratorio di condivisione di esperienze: non sfugge a questa motivazione il nuovo album, in cui sono presenti collaboratori di vecchia data come Filippo Giordano (violino, viola), Nico Berardi (zampogna, flauto) e Pino Colonna (fiati) decisivi anche nella costruzione degli arrangiamenti. Ci sono poi l’ottimo Carlo La Manna (contrabbasso) e Alessandro Pipino (toy pano, organetto), che oltre ad impreziosire i brani con i suoi strumenti, interviene anche in fase di registrazione. E poi i ‘pargoli’ di famiglia: Michele Bolognese (mandolino) e Nanni Teot (tromba, flicorno, cornetta, voce). Nel disco suonano illustri amici-ospiti: Vincenzo Zitello (arpa celtica e bretone), Daniele Di Bonaventura (bandoneon) e i galiziani Milladoiro, con cui i pugliesi hanno condiviso il palco in un’edizione del festival che dirigono, Suoni delle Murge, presso i ruderi del castello normanno-svevo di Gravina in Puglia.

DSCF1438-Modifica

Diamo la parola a Luigi Bolognese: «Per Vincenzo Zitello e Daniele Di Bonaventura abbiamo identificato dei brani che meglio si adattavano ai loro strumenti. Pur lavorando a distanza, abbiamo avvertito l’entusiasmo con cui sono intervenuti. Il lavoro è stato sviluppato in prima battuta a casa, insieme a Maria, dove abbiamo buttato giù le linee guida voce e chitarra. Nello studio di Gravina abbiamo registrato gli interventi musicali di tutti i nostri musicisti mentre Vincenzo Zitello e Daniele Di Bonaventura ci hanno mandato le loro take registrate via internet. Il missaggio è stato particolarmente impegnativo poiché abbiamo lavorato sulle dinamiche dei vari strumenti per ottenere il tipo di sound che avevamo pensato per “Primitivo”. Il mastering ha rappresentato per noi una vera novità, in quanto non ci siamo affidati a plugin digitali ma alla strumentazione di Leonardo Riselli e Gianluigi Farina». Per quelli che, come chi scrive, danno ancora importanza alla confezione che racchiude l’oggetto sonoro, diciamo che “Primitivo” si presenta in elegante formato digipack con un booklet di quaranta pagine da sfogliare come un libro, con i testi in italiano e inglese e splendidi scatti di Carmelo Eramo e Carlo Cardinale. Ma entriamo nella scaletta, facendoci guidare ancora da Maria: «In effetti, la scaletta ha richiesto una attenta riflessione.

DSCF1419-Modifica

Abbiamo considerato gli strumenti usati in ciascun brano, il modo di chiudere e aprire il brano successivo, il tono, il contenuto. Si facevano proposte, si provava poi ad ascoltare per vagliarne la funzionalità. Silvio ha curato questo aspetto in modo particolare». Nella presentazione Uaragniaun scrivono di aver cercato di non perdere di vista la contemporaneità che li circonda. Commenta Maria: «Ho la fortuna di aver ricercato e interpretato questo prezioso materiale. Il lavoro che abbiamo fatto come Uaragniaun è quello di studiare, ricercare dentro e fuori e conseguentemente elaborare dei prodotti che abbiamo dal primo momento definito per onestà “rielaborazioni”. Non abbiamo mai voluto “fare il verso ai contadini”. I contesti sono ben diversi, così come diversi siamo noi, che però di quei contesti parliamo a chi oggi completamente ignora quello che è stato e lo facciamo tirandoci dentro la nostra contemporaneità e tutto quello che siamo noi oggi, con la sfida di questo ossimoro del presente remoto». “Serenata a cucumuedde”, apertura dell’album, segna subito un punto per la tersa linearità di canto, chitarra e arpa celtica. Siamo di fronte a piccole storie cantate, «brani ‘figurativi’ – dice Maria – piccoli quadretti a tinte vive, dove prendono vita alcune vicende in questo paesaggio umano.

DSCF1500-Modifica

Per fare spazio al racconto, alla voce che dice con il canto, abbiamo preferito fare una scelta di pochi strumenti di accompagnamento, alcune volte limitandoci allo strumento singolo: la sola chitarra, l’arpa, il bandoneon, la zampogna. Pieno strumentale per la satirica narrazione de “La megghiere de l’americhéine”, uno sguardo burlesco sull’emigrazione meridionale: grazie al denaro che le arriva dall’America, la moglie può godersi la vita in barba alla miseria, ai sacrifici e all’invidia altrui. Per la giovane “Iangeline” , invece, l’America rimane un sogno, un luogo irraggiungibile, visto che lei non ci potrà più andare perché aspetta un bambino. Il bandoneon di Daniele Di Bonaventura diventa protagonista con le sue screziature di intimismo jazzato ed elegante elemento di dialogo con la chitarra, le percussioni e la vocalità sempre straordinaria di Maria in “La furnesì” (ossia “l’ossessione”). Sorprendono “Mataléine” e “Callaréire” per le impennate dei fiati che ci fanno viaggiare verso latitudini torride. Lavora di cesello l’organetto di Pipino nella “Tarantella jinde pe jinde”, riconducibile a una certa convenzione folk-revivalistica, mentre è superba la resa del canto religioso “Santa Marije” – uno dei più arcaici della raccolta, precisa Maria – dove Nico Berardi, in un intervento da grande musicista, accompagna con la sua zampogna l’andamento melismatico del canto, accrescendo drammaticità e pathos.

DSCF8210-Modifica

Sul versante più esplorativo della band, si segnala “Alla vije de la stanzejone” per la sua calda facciata melodica, mentre il testo parla di una partenza per la guerra, ma, come spiega Maria: ««La parola guerra non è presente nel testo, che fa riferimento alla parata militare che si organizzò in paese per la partenza dei giovani per la I guerra mondiale, è espresso l’entusiasmo della partenza e il rimpianto del paese lasciato alle spalle». Dopo il riuscito strumentale di composizione “Racioppe”, c’è “Giardiniere”, altro picco espressivo, il cui arrangiamento esalta ancora la vocalità naturalmente antica e mediterranea di Moramarco, con l’inciso di ciaramella e di gralla a conferire un tratto quasi arcaizzante al canto narrativo. Segue un’altra sequenza – diciamo sperimentale – che è l’intreccio di voci in “A rajotte”. Il canto della ‘fonte’ Michele Tamborra si incrocia con quelli di Maria e di suo padre Michele, su una cucitura ritmica ed effettistica di contrabbasso e percussioni: la peculiarità del testo sta nel fatto che si tratta di un canto di lavoro che accompagnava la trebbiatura per calpestamento con gli animali. Chiosa ancora Maria: «La stranezza è che il testo sembra un nonsense, nello stile delle rime infantili, ma il contesto reale in cui si eseguiva era tutt’altro e costituiva un elemento aggregativo, uno sprono al lavoro molto efficace». La festosa chiusura, in presa diretta, di “Allu balle/Rompeau a chicolateira” porta Uaragniaun e Milladoiro sul palco, accostando tradizione alto-murgiana e galiziana, ed esaltando le affinità melodiche tra i due brani: la commistione tra gaite e zampogne e la voce di Maria Moramarco fanno il testo, rendendo unica l’esperienza sonora.

Ciro De Rosa

http://www.blogfoolk.com/2016/03/uaragniaun-primitivo-suoni-della-murgia.html

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

I cookies attivi su questo sito non memorizzano dati sensibili, ma permettono di raccogliere informazioni per migliorare la ‘user experience’ del sito da parte degli utenti, il miglioramento dei servizi web, nonché lo sviluppo di nuovi servizi connessi al sito. Questo sito utilizza Google Analytics, un servizio di analisi dei dati fornito da Google, Inc. (“Google”) al fine di migliorare la fruibilità dei servizi web e la comunicazione verso gli utenti, stimare il grado di internazionalizzazione degli utenti, promuovere le attività istituzionali parametrandole alle varie tipologie dell’utenza. Google potrebbe trasferire i dati raccolti a terzi ove imposto dalla legge. I dati sono raccolti per i soli fini istituzionali e non verranno mai ceduti a fini commerciali. Per maggiori informazioni, si veda http://www.google.it/analytics/terms/it.html

Cookies active in this website do not record personal data. However, they allow the collection of information to improve the ‘user experience’ of the website by the users, the enhancement of the web services and the development of new services connected with the website. This website uses Google Analytics that is a data analysis service provided by Google, Inc. (“Google”) to improve the usability of web services and the communications with users, to evaluate the level of internationalization of users, to promote institutional activities according to the various communication target groups. Google may transfer the collected data to third parties, if required by law. Data are collected for institutional purposes only and shall never be transferred for commercial purposes. For further information see http://www.google.it/analytics/terms/it.html

Chiudi