Il nostro repertorio contiene solo una parte del materiale reperito sulla Murgia attraverso una paziente ricerca durata diversi anni.
Affascinata dagli studi demartiniani, e in particolare dalla tecnica della "ricerca sul campo", iniziai ad effettuare registrazioni munita di un rudimentale registratore portatile. Registravo i canti basandomi sulla memoria e testimonianza degli informatori; ad essere onesta non dovetti andare troppo lontano a cercare i primi informatori: nella mia famiglia c'erano e ci sono diversi "cantatori" dotati di voci di timbro e di stile molto particolari, oltre che di forza e carattere espressivo. Tra questi, una figura particolarmente significativa è quella di Grazia Moramarco, mia zia, in passato voce guida e capogruppo nei pellegrinaggi a Picciano e a S. Michele del Gargano; grazie alla sua memoria di ferro e alla sua volontà di collaborazione, ho potuto registrare una buona quantità di canti. Registravamo spesso frammenti, tessere di un mosaico che, alcune volte, rimaneva incompleto e altre volte si arricchiva gradualmente con strofe aggiunte dalle sue sorelle, o appuntate grossolanamente da lei sopra occasionali pezzi di carta, prima di lasciarle cadere nel buio del loro passato.
Cercai poi altri informatori ed esecutori, allo scopo di operare confronti, chiarire imprecisioni, procedendo sempre per conoscenze a catena e presentandomi a molti come la nepaute de massére Jangele, cudde ka steje a la Marenedde (la nipote di massaro Angelo, quello che lavora alla Marinella).
Un altro incontro molto "produttivo" fu quello con Marietta Bari, ex bracciante, donna allegra, attiva, testimone di fatti e fatterelli della gente di un tempo, conoscitrice di un vasto repertorio di canzoni, proverbi e favole popolari. Marietta usava parlare a ruota libera, cantando e commentando. Ella non solo non temeva il registratore ma si esprimeva con una tale libertà di gesti da rendere davvero particolare l'emissione della sua voce che da stridente più che acuta si faceva spesso nasale e gutturale.
Per interpretare le canzoni della Murgia infatti mi è servito, oltre all'ascolto attento di numerose registrazioni, l'aver attentamente osservato quei movimenti del corpo di questa "cantante" .
Grazie al contributo di queste donne, e di tantissimi altri che hanno collaborato consapevolmente o occasionalmente, il materiale si è man mano fatto corposo e variegato. Sono saltate fuori diverse versioni di medesimi canti o diverse melodie relative a testi uguali. A volte, dopo un lavoro di "restauro" consistente in un riordino di frasi, è stato possibile ricostruire il "fatto", l'intrigo che in qualche canto non era ancora chiaro, perché monco di un pezzo-chiave da mettere al posto giusto. Nei lavori discografici del gruppo e negli spettacoli i canti mantengono i loro testi originali, mentre per le musiche si operano anche complessi arrangiamenti che tuttavia non stravolgono le linee melodiche fondamentali ritrovate nella fase della ricerca. Abbiamo infatti preferito esaltare la nostra creatività musicale nel riprenderci tanti brandelli dimenticati di musica popolare: lontani dal fare puro "revival".


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