
CD - Officina U001 1998
01. Motus 3:15

02. Rivelazione 2:36
03. Iniziazione 2:46
04. Natale Internazionale 1:00
05. Preghiera 3:49

06. Cammino sereno 2:22
07. Saltarello dell'Alta Murgia 1:41
08. Il viaggio di Eristaco 2:26
09. Uccelloz 3:32
10. Te so venute a cantà 0:52
11. Rivelazione Reprise 3:03
12. Preghiera Reprise 2:08
13. Cammino sereno Reprise 2:00
14. Variazione su Uccelloz 1:49
15. Rivelazione Reprise 2 2:34
16. U vuerbe de Dije 2:16
17. Variazione su Uccelloz Reprise 2:43
18. Iniziazione Reprise 3:12
Uaragniaun
Luigi Bolognese: chitarra, mandoloncello, bouzouki, charango
Maria Moramarco: canto
Silvio Teot: tammorra: darbouka, percussioni
e con
Pino Colonna (flauti dritti), Rocco Derosa (tastiere, armonium), Nico
Berardi (charango, zampogna, ciaramella), Pino Rescigno (arrangiamento
archi), Nikolas Papakosta (chitarra)
Recensione di Gerlando Dalfone
(...) Uaragniaun è così oggi divenuto
una formazione “a
fisarmonica”, come gli stessi componenti amano definirsi, aperto
cioé alla collaborazione di altri musicisti che, via via si
aggiungono al trio originario. E così Pino Colonna (ai flauti
dritti), Nico Berardi (alla quena, ciaramella, zampogna) e Nikolas
Papakosta (alle chitarre) sono gli ultimi “acquisti” del
gruppo. Gli stessi artisti possono annoverare tra le loro produzioni
anche la prima esperienza di musica da film avendo realizzato la colonna
sonora del film “Io non ho la testa” per la regia di Michele
La Nubile e la supervisione di Ermanno Olmi. Lo stesso Olmi, in seguito
all’ascolto di un loro concerto, invitò i tre a “buttare
giù” delle idee musicali, il tutto nel giro di due sole
settimane, dando loro come unica direttiva quella di comporre, di scrivere
musica, seguendo il loro istinto. Il film, girato tra Castel del Monte
ed Altamura è ambientato proprio nella Puglia e nei luoghi cari
a Federico II di Svevia e può essere considerato una commistione
di elementi diversi: ampia visione mistico-filosofica-matematico-religiosa
(le scene ed i dialoghi tra i nobili della corte di Federico e le disquisizioni
teologico-dogmatiche all’interno del monastero), tema del viaggio
(quello di Eristaco e del prezioso manoscritto) e del viaggio a carattere
iniziatico (Teolepto adepto di Narciso: in questo si può notare
un parallelismo con “Il nome della rosa” di Umberto Eco)
ed infine sfera popolare, con i suoi colori, con i suoi sapori, i suoi
sentimenti religiosi e spesso festosi. Elemento cardine del film, il
manoscritto contenente un teorema che riporta ad un triangolo equilatero
(avente il lato pari al raggio di due circonferenze passanti ciascuna
per il centro dell’altra) il simbolo della Trinità e della
perfezione. I brani contenuti nel CD Octofolium, che porta sovraimpressa
la pianta ottagonale di Castel del Monte, afferiscono a tutte queste
tematiche attraverso una musica, quella del poliedrico compositore
Rocco De Rosa, dalle mille sfaccettature, dai mille risvolti. Già “Motus”,
primo brano della serie, ci immette in media res in una realtà “altra”,
di altri tempi, in epoche lontane, e tuttavia dai precisi connotati
mediterranei. Ad un ambito mistico, teosofico-religioso si rifanno “Rivelazione”,
un accorato salmodiare di Maria Moramarco, e “Iniziazione” introdotta
da Pino Colonna al flauto diritto evocante un’atmosfera calda,
religiosa, assorta, vera malinconica pagina meditativa. “Natale
internazionale”, brano per sola zampogna, suonato da Nico Berardi, “Saltarello”, “Te
so venute a cantà” e “U verbe de Dije” appartengono
alla sfera della festa e della religiosità popolari. Spicca
in questo ramo “Preghiera”, brano a tratti orientaleggiante
ma dallo squisito tono popolare, declamato da Maria Moramarco. “Il
viaggio di Eristaco” e “Cammino sereno” alludono
alla sfera del viaggio e la musica si fa celestiale viatico dell’animo
umano, per un viaggio inteso in senso materiale ed iniziatico ad un
tempo. Suggestivo il suono delle chitarre in “Uccelloz” grazie
alle magie sprigionate da Nikolas Papakosta e dalla voce di Maria Moramarco.
Musicalissima e ricca di calde emozioni “Variazione su Uccelloz”,
brano davvero paradigmatico dell’intero CD. Interessante e ricco
di un fascino davvero tutto particolare il CD Octofolium. Uaragniaun,
comunque, è già al lavoro con un nuovo CD e sicuramente
colpirà ancora una volta nel segno.
Articolo apparso su “Piazzetta” inserto culturale di “Piazza”
del
1 marzo 1998