Sipario

Sipario

Edizioni Suoni della Murgia & Officina SDM005 © Uaragniaun 2017

15,00Acquista

 

01. MALACARN  3:00
02. SINE SINE  4:40
03. CALLARÈIRE  4:46
04. IANGELINE  5:47
05. GIARDENIRRE  5:48
06. LA MEGGHIERE DE L’AMERÈCHEINE  2:23
07. SERENATA A CUCUMUEDDE  3:37
08. LU FACCELETTONE  3:27
09. ALLA VIJE DELLA STANZEJONE  3:26
10. A RAJOTTE  4:11
11. SANTA MARIJE  2:50
12. LA FURNESI’  4:52
13. RACIOPPE  2:53
14. MATALÈINE  6:08
15. TARANTELLA JINDE PE JINDE  5:30
16. ALLU BALLE  4:43
17. CUMMA’ MARIE  3:58
18. 21 FIORILE 1779  6:58
19. MO NE SCEME ALL’ACQUE   3:23
20. STORIE E PATORIE / STORNELLI  9:40

 

Concerto del 30 marzo 2016,
Teatro Mercadante di Altamura

MARIA MORAMARCO
voce, chitarra.

LUIGI BOLOGNESE
chitarra.

SILVIO TEOT
drum set, tammorre, voce.

FILIPPO GIORDANO
violino, viola, violino di Stroh.

NICO BERARDI
charango, quena, ciaramella,
chalumeau, zampogna.

NANNI TEOT
tromba, flicorno, voce.

PINO COLONNA
flauti dritti, ocarina, ciaramella, chalumeau, sax tenore.

CARLO LA MANNA
contrabbasso.

MICHELE BOLOGNESE
mandolino, tammorre, voce.

Special guests:

VINCENZO ZITELLO
arpa araldica e arpa celtica.

DANIELE DI BONAVENTURA
bandoneon.

Testi dalla ricerca di
MARIA MORAMARCO.

Arrangiamenti di
LUIGI BOLOGNESE & SILVIO TEOT.

Brani di composizione: 01, 13, 18 di SILVIO TEOT & LUIGI BOLOGNESE.

MICHELE VICENTI
regia

PIERO CRIVELLI, RAFFAELE IACOVONE, MICHELE VICENTI
operatori video.

LUCIANO BOLOGNESE
e GIACOMO RIFINO
aiuto operatori video.

LEONARDO RISELLI
tecnico del suono.

LEO ZAGARIELLO
monitor engineer, recording engineer.

GIUSEPPE LOGLISCI e LEO ZAGARIELLO
missaggio e mastering.

MICHELE VICENTI
post-produzione.

ANTONIO CORNACCHIA
grafica copertina e libretto.

Foto del Teatro Mercadante di Altamura per gentile concessione della COBAR

Si ringraziano:
MICHELE LOSPALLUTO, CARLO CARDINALE, VITO BAROZZI, ROBERTO FICARELLA, SILVANO PICERNO, NICOLA LEONE, FILIPPO ARUANNO, ISABELLA CORNACCHIA, GIUSEPPE ACHILLE e l’ I.I.S.S. “De Nora” di Altamura.

 

 

Ritorno al futuro
di Silvio Teot

Il 18 ottobre del 1983 è stata una data importante per la band Uaragniaun. Per la prima volta ci era stato concesso il lusso di suonare nel Teatro Mercadante, il teatro della nostra città, ad Altamura, Puglia, Italia. Per tutti noi era come toccare il cielo con un dito. Portare le canzoni popolari, i canti dei “cafoni”, nel luogo cittadino più “aristocratico” della musica, non era solo una piccola trasgressione. Significava sdoganare un repertorio relegato esclusivamente alle feste di piazza, alle “liturgie” dei claustri, alle aie delle masserie, alle processioni popolari o sulle labbra delle prefiche alle veglie funebri. Insomma a tutte quelle situazioni che scandivano la vita e la morte del “popolo di formiche” del sud dell’Italia. In quel periodo eravamo animati da una passione acerba ma forte, quasi furente che, tuttavia, era alimentata costantemente da convinzioni ideologiche. La nostra era una missione e noi ci sentivamo missionari laici. Eravamo infatti disposti, ad ogni costo, a diffondere la cultura di quelle che – una volta – venivano definite le “classi subalterne”. Volevamo che dietro quel magnifico sipario – opera del pittore Nicola Montagano – si mostrassero attraverso noi i cantori senza pentagramma, i musicanti senza gloria: i “lazzari felici” che un cantautore della sensibilità di Pino Daniele volle descrivere in una sua canzone straordinaria. Ci ritrovammo allora in quel tempio della lirica intitolato a Saverio Mercadante, il musicista altamurano più illustre che la città ricordi. Era stato costruito in soli sei mesi nel 1895 dopo una pubblica sottoscrizione popolare, divenendo subito l’orgoglio di una città che, per molti anni a seguire, avrebbe dovuto rivendicare la paternità di quell’artista ritenuto un napoletano per il resto del mondo. Persino in S.I.A.E., fino a pochi anni fa, risultava partenopeo a tutti gli effetti. Per molto tempo in quel Teatro si erano esibiti grandissimi artisti del mondo della lirica. Poi era divenuto un cinema e infine, negli anni della crisi della “settima arte”, un luogo per feste goliardiche, veglioni e anche spogliarelli hard core.

Quando presentammo il nostro concerto il Teatro era ormai nella sua fase di profonda agonia. Al decadimento dell’offerta culturale si era aggiunto quello strutturale. Insomma era quasi a pezzi e, qualche anno dopo, chiuse definitivamente il sipario in attesa che qualcuno provvedesse al suo restauro. La sera del 18 ottobre del 1983 presentammo il repertorio che avremmo poi inciso sul nostro primo album nel 1990. Con Maria Moramarco e Luigi Bolognese avevo ormai intrapreso un cammino che nessuno di noi tre avrebbe immaginato così lungo, duraturo e ricco di gratificazioni. Per quel concerto si erano aggiunti tre musicisti che non avrebbero poi mai partecipato alle nostre produzioni discografiche. Perché hanno coltivato altri interessi musicali. In fondo era stato forse anche il caso a farci incontrare. Rispetto a noi, che da sempre ci definiamo analfabeti del pentagramma, musicanti autodidatti, i tre nostri amici avevano invece studiato musica molto seriamente. Erano Nicola Fiorino, talentuoso violoncellista, Lidia Dottore, pianista e compositrice, e Gaby Riffel, una giovane svizzera molto affascinata dalle canzoni popolari della Murgia e innamorata del clarinetto. Fu probabilmente la presenza dei nostri tre amici, cresciuti con la musica colta, a toglierci di dosso ogni timore, a cancellare qualunque inibizione nel calcare quel palco così importante. Infatti l’idea di esibirci “al Mercadante” un po’ ci faceva tremare i polsi. E per farci coraggio aggiungemmo all’ensemble altri musicisti virtuali: più semplicemente due spaventapasseri, quasi ad esorcizzare le nostre paure. Credo che tenemmo uno spettacolo dignitoso di cui però non conserviamo alcuna registrazione ma solo qualche foto sbiadita.

Nel 1990 incidemmo il nostro primo album e lo facemmo utilizzando l’antico ma sempre-verde supporto: il 33giri in vinile che, proprio in questa fase storica, è tornato in auge e sta provando a salvare il mercato della musica, messo all’angolo dai CD digitali e dal download selvaggio. Avremmo voluto presentarlo ovviamente in Teatro ma, nello stesso anno, il “Mercadante” aveva chiuso i battenti in attesa di un robusto restauro. L’edificio restò abbandonato a se stesso per un lungo letargo. Ce ne facemmo una ragione e, nel corso degli anni, abbiamo sempre presentato in anteprima i nostri dischi in altre location, altrettanto affascinanti. Di sicuro però quel palcoscenico ci aveva stregato e quell’edificio, in tutti questi anni, è stato un tempio sacro che in silenzio invecchiava e noi con lui. È restato muto, terribilmente triste come se avesse un’anima, come una casa animata, stregata, e uscita da un romanzo di Stephen King. Tutte le volte che ci siamo passati accanto non abbiamo potuto fare a meno di guardarlo per lunghi minuti. E, spesso, abbiamo avuto anche l’impressione di sentirne il lamento: echi lontani di parole in prosa, un acuto di soprano, ariette allegre sostenute dal suono di una sezione di ottoni, risate e applausi da avanspettacolo, marce nuziali… O forse era soltanto il vento che soffiava un po’ più forte sulle contrade della Murgia.

Sono passati trentatré anni da quel 18 ottobre. Doveva succedere ed è successo: ci siamo ritrovati in concerto “al Mercadante”. Il 30 marzo del 2016 siamo “tornati sul luogo del delitto”, in un Teatro restaurato e divenuto più bello di prima. Vi abbiamo presentato “Primitivo”, il nostro decimo lavoro discografico. Siamo tornati su quel palcoscenico con il peso dell’esperienza, senza timori reverenziali ma con il rispetto e l’affetto che si riservano alle persone in carne ed ossa, a quelle che ti hanno segnato la vita. Lui ci ha accolto con medesimo afflato e quella sera abbiamo suonato per il pubblico ma anche per lui, “il Mercadante”, nella nostra città, Altamura, Puglia, Italia.

Così è nato il nostro primo DVD ufficiale. Una produzione che ci permette di condividere con chi ci segue il nostro rendez-vous con il mitico Teatro intitolato all’autore de “La Vestale”.

Questa volta eravamo in undici e con noi “reduci” c’erano le nuove leve e alcuni ospiti eccezionali. Ci siamo emozionati come non ci capitava da tempo e credo che anche per Maria e Luigi sia stato un momento assai particolare. Di quelli che, come minimo, richiedono un brindisi e, non a caso, nei calici c’era del Primitivo.

E ora tirate su quel dannato sipario! 

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